Tavolame per infissi e porte: quali essenze garantiscono la miglior trasmittanza?

legno per infissi

Tabella dei Contenuti

Quando un serramentista o un architetto seleziona il legno per una nuova linea di finestre, il primo pensiero va spesso all’estetica o alla durabilità. “Quanto durerà questo Rovere all’esterno?” oppure “Che finitura posso ottenere su questo Larice?”.

Ma con le normative energetiche sempre più stringenti (ecobonus, case passive, CasaClima), una terza domanda è diventata prioritaria: “Quanto isola questo legno?”.

Non tutti i legni sono uguali di fronte al freddo.

La capacità di isolamento di un serramento dipende dal vetro, dal telaio e dalle guarnizioni. Ma il cuore del telaio, la materia prima, gioca un ruolo fisico fondamentale.

Esiste una regola d’oro in termodinamica del legno: più il legno è leggero (bassa densità), più isola. Più è pesante e duro, più trasmette calore.

In questo articolo tecnico, analizziamo quali essenze scegliere quando la priorità è la trasmittanza termica, bilanciando però la performance energetica con la stabilità meccanica necessaria per un infisso moderno.

1. La fisica: densità vs conducibilità

Per capire quale legno scegliere, dobbiamo guardare il valore Lambda ($\lambda$), che indica la conducibilità termica. Più è basso, meglio è (il calore fa fatica a passare).

  • Legni teneri (softwood): hanno una struttura cellulare più “vuota”, piena di aria. L’aria ferma è il miglior isolante. Quindi, legni leggeri isolano molto.
  • Legni duri (hardwood): hanno fibre compatte e dense. C’è meno aria e più cellulosa. Il calore passa più facilmente.

Ecco una classifica indicativa della conducibilità delle essenze più comuni per infissi:

EssenzaTipoDensità media (kg/m³)Conducibilità termica λ (W/mK)Capacità isolante
Abete rossoTenero4500,11 – 0,13⭐⭐⭐⭐⭐ (Eccellente)
Pino / HemlockTenero5000,13 – 0,14⭐⭐⭐⭐ (Ottima)
LariceResinoso6000,15 – 0,17⭐⭐⭐ (Buona)
RovereDuro7500,18 – 0,20⭐⭐ (Media)

I campioni dell’isolamento: abete e legni teneri

Se il vostro obiettivo è raggiungere i valori da casa passiva o certificazione CasaClima Gold, l’abete è il re indiscusso.

Grazie alla sua bassa densità, un telaio in Abete da 80mm offre prestazioni termiche superiori rispetto a uno in Rovere dello stesso spessore.

  • Vantaggi: isolamento top, leggerezza (meno stress per le cerniere), costo contenuto.
  • Svantaggi: è un legno tenero. Si ammacca più facilmente e richiede una protezione superficiale (verniciatura) impeccabile per resistere agli agenti atmosferici.

Il consiglio di Extra Tranciati: Per massimizzare le prestazioni, usate l’Abete in versione Lamellare fingercount (fiuntato). La stabilità del lamellare compensa la morbidezza del legno, garantendo che l’anta non si imbarchi creando spifferi (che vanificherebbero l’isolamento).

Il compromesso perfetto: il larice

Il larice è spesso considerato il miglior legno “tuttofare” per l’esterno.

Ha una densità superiore all’Abete (quindi isola leggermente meno, vedi tabella), ma è naturalmente molto più resistente all’acqua e ai funghi grazie alle sue resine.

  • Perché sceglierlo: Offre un valore Lambda ancora molto buono (0,15) ma con una durezza superficiale che lo rende adatto anche a portoncini d’ingresso e infissi molto esposti alle intemperie senza bisogno di manutenzione maniacale.

Il paradosso del rovere: prestigio vs freddo

Il Rovere è il legno più richiesto per lusso ed estetica. Ma dal punto di vista termico, è il meno performante tra i classici. La sua alta densità lo rende un “ponte termico” naturale rispetto all’Abete.

Significa che non si può usare il rovere per case ad alta efficienza? Assolutamente no.

Significa solo che bisogna progettarlo diversamente:

  1. Aumentare lo spessore: se con l’abete basta un profilo da 68mm per rientrare in zona climatica E, con il Rovere dovrete probabilmente passare a un profilo da 78mm o 92mm per ottenere lo stesso isolamento.
  2. Rovere lamellare: usare lamellare di Rovere è quasi obbligatorio per evitare movimenti nervosi che, su legni duri, sono molto potenti.

5. Il ruolo del lamellare nella trasmittanza

Molti chiedono: “Il legno lamellare isola più del massello?”

Chimicamente, no. Il legno è lo stesso.

Tuttavia, operativamente sì.

Il legno massello tende a muoversi, torcersi e creare micro-fessure nel tempo. Un’anta che si imbarca anche solo di 1 millimetro lascia passare aria (spifferi). L’aria che passa annulla qualsiasi calcolo teorico sulla trasmittanza.

Il tavolame lamellare (3 o 4 strati), essendo ingegnerizzato per essere inerte e stabile, garantisce che le guarnizioni lavorino perfettamente per 20 o 30 anni.

Quindi, nella vita reale dell’edificio, il lamellare garantisce un’efficienza energetica superiore nel tempo.

Conclusione: quale legno scegliere?

  • Obiettivo risparmio energetico alto (Passive House): scegliete abete o hemlock. Usateli con profili spessi (92mm) e triplo vetro. È la scelta tecnica vincente.
  • Obiettivo durabilità/estetica rustica: Scegliete larice. Buon isolamento, ottima resistenza alle intemperie.
  • Obiettivo lusso/design: Scegliete rovere. Accettate una conducibilità superiore, compensandola con profili più spessi o vetri ultra-performanti, ma avrete un serramento che è un pezzo di arredamento eterno.

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